UN ANOMALO PRESIDENTE di Mario Califano

Quando in assemblea dei soci dell’A.S.C. mi fu chiesto di essere il vicepresidente di Giovanni Fasulo, ebbi un attimo di esitazione nell’accettare. Avrei avuto il tempo e la capacità di sostenere l’oneroso compito del presidente Fasulo? Effettivamente, pensare a un geologo come a uno storico provetto potrebbe indurre al riso. I geologi fanno la storia degli eventi terrestri non quella degli uomini.Furono però le ricerche puntigliose dello storico Nicola Santacroce a convincermi ad accettare. Mi riferisco, tra l’altro, e in particolare, ai documenti relativi al nostro grande naturalista Nicola Covelli, portati alla luce dal Santacroce, per i quali occorrono le conoscenze e le competenze di un geologo per “aprirli” e valorizzarli al meglio.Fin dalla sua fondazione la nostra Associazione non ha promosso solo cultura storica e letteraria, ma ha dato spazio pure alle Scienze naturali attraverso il nome di Covelli. Ricordo il “Colloquio sulle Scienze della Terra” del 27 maggio 1989 al castello di Caiazzo, e la pubblicazione di pregevoli lavori sul nostro naturalista con la preziosa collaborazione del Professore Rolandi dell’Università di Napoli Federico II. Gli ultimi sono stati a firma di Nicola Santacroce e mia, presentati il 31 maggio 2014 nella sala convegni di Palazzo Mazziotti. Nella stessa sala, il 25 ottobre, si tenne un importantissimo seminario informativo sulla sismicità dell’area matesina (a seguito della sequenza sismica del 29 dicembre 2013 e del 20 gennaio 2014), fortemente voluto e organizzato dal sottoscritto a nome dell’A.S.C.. Come vicepresidente, data l’assenza, per motivi di lavoro, del presidente Giovanni Fasulo, assunsi il ruolo di moderatore con il compito di presentare in modo opportuno i due ricercatori dell’Osservatorio Vesuviano di Napoli: Elena Cubellis e Franco Obrizzo; e il Professore emerito Giuseppe Luongo.Da quel giorno, però, l’attività dell’A.S.C. subì un brusco arresto, non solo per la lontananza del presidente Fasulo ma, principalmente, per il perdurare dell’assenza di una sede.Giovanni Fasulo, per agevolare l’ardua risoluzione del problema, mi chiese di assumere la presidenza dell’Associazione, dando le sue dimissioni. E fu così che un geologo divenne presidente dell’Associazione Storica del Caiatino. Nel mio compito, non facile, di dare continuità alla vita dell’Associazione, fui sostenuto attivamentedai soci fondatori e dai soci ordinari con i due obiettivi primari: evitare la chiusura dell’A.S.C. e conservare la sede a Caiazzo.Nel locale della Pro Loco della nostra città, l’assemblea straordinaria dei soci, da me convocata con somma urgenza, elesse, guidato da Nicola Sorbo, il nuovo “consiglio direttivo”, che sollevò il “presidente geologo” dal pesante fardello legato alla gestione della crisi originata dall’occupazione della sede associativa. E quindi, grazie all’efficace lavoro del nuovo direttivo, a S.E. il vescovo di Cerbo per lo “spazio” messoci a disposizione nel palazzo vescovile per la sede dell’Associazione, e alla validissima Ilaria Cervo per aver accettato la presidenza, oggi l’Associazione Storica del Caiatino vive una nuova e proficua vita, con l’ex “presidente geologo”, ritornato, con lo storico Nicola Santacroce, alla valorizzazione degli importantissimi lavori scientifici di Nicola Covelli, come le due memorie del 1826 sul Vesuvio, presenti nel prossimo numero dell’Archivio Storico del Caiatino, con il commento, ricco di novità, del Professore Rolandi dell’Università di Napoli.

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