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Titolare del Trattamento dei Dati

Associazione Storica del Caiatino
Ilaria Cervo
Via San Leucio, 2 Caiazzo (CE)

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Tipologie di Dati raccolti

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Modalità e luogo del trattamento dei Dati raccolti

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Se non diversamente indicato in questo documento, i Dati Personali sono trattati e conservati per il tempo richiesto dalla finalità per la quale sono stati raccolti e potrebbero essere conservati per un periodo più lungo a causa di eventuali obbligazioni legali o sulla base del consenso degli Utenti.

Finalità del Trattamento dei Dati raccolti

I Dati dell’Utente sono raccolti per consentire al Titolare di fornire il Servizio, adempiere agli obblighi di legge, rispondere a richieste o azioni esecutive, tutelare i propri diritti ed interessi (o quelli di Utenti o di terze parti), individuare eventuali attività dolose o fraudolente, nonché per le seguenti finalità: Visualizzazione di contenuti da piattaforme esterne.

Per ottenere informazioni dettagliate sulle finalità del trattamento e sui Dati Personali trattati per ciascuna finalità, l’Utente può fare riferimento alla sezione “Dettagli sul trattamento dei Dati Personali”.

 

Dettagli sul trattamento dei Dati Personali

I Dati Personali sono raccolti per le seguenti finalità ed utilizzando i seguenti servizi:

 

Il Titolare tratta Dati Personali relativi all’Utente in caso sussista una delle seguenti condizioni:

  • l’Utente ha prestato il consenso per una o più finalità specifiche; Nota: in alcuni ordinamenti il Titolare può essere autorizzato a trattare Dati Personali senza che debba sussistere il consenso dell’Utente o un’altra delle basi giuridiche specificate di seguito, fino a quando l’Utente non si opponga (“opt-out”) a tale trattamento. Ciò non è tuttavia applicabile qualora il trattamento di Dati Personali sia regolato dalla legislazione europea in materia di protezione dei Dati Personali;
  • il trattamento è necessario all'esecuzione di un contratto con l’Utente e/o all'esecuzione di misure precontrattuali;
  • il trattamento è necessario per adempiere un obbligo legale al quale è soggetto il Titolare;
  • il trattamento è necessario per l'esecuzione di un compito di interesse pubblico o per l'esercizio di pubblici poteri di cui è investito il Titolare;
  • il trattamento è necessario per il perseguimento del legittimo interesse del Titolare o di terzi.

È comunque sempre possibile richiedere al Titolare di chiarire la concreta base giuridica di ciascun trattamento ed in particolare di specificare se il trattamento sia basato sulla legge, previsto da un contratto o necessario per concludere un contratto.

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Al termine del periodo di conservazione i Dati Personali saranno cancellati. Pertanto, allo spirare di tale termine il diritto di accesso, cancellazione, rettificazione ed il diritto alla portabilità dei Dati non potranno più essere esercitati.

Diritti dell’Utente

Gli Utenti possono esercitare determinati diritti con riferimento ai Dati trattati dal Titolare.

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  • verificare e chiedere la rettificazione. L’Utente può verificare la correttezza dei propri Dati e richiederne l’aggiornamento o la correzione.
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  • ottenere la cancellazione o rimozione dei propri Dati Personali. L’Utente può richiedere la cancellazione dei propri Dati da parte del Titolare.
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Interessato

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Questa Applicazione

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pannello vicoli

 

 

 

I Personaggi della Toponomastica dei vicoli del centro storico di Caiazzo

The Characters of the Toponymy of the alleys of the historic center of Caiazzo.

 

Con il permesso entusiasta dei soci, prof. Augusto Russo e prof. Antonio Sgueglia, (autori, nel 2007 e poi nel 2018 di alcuni volumetti su Caiazzo, per la stesura dei quali si sono ispirati allo storico caiatino Giuseppe Faraone) l’Associazione Storica del Caiatino ha ritenuto opportuno organizzare (per ora in modo molto sintetico e schematico e limitatamente alla storia dei nomi dei vicoli del centro storico) questo lavoro che ha lo scopo di incuriosire ed informare i visitatori che quotidianamente sostano nella nostra Città ammirandone i vicoli e le piazze intitolati a “Personaggi illustri, nativi di Caiazzo o che hanno avuto rapporti importanti con la città”.

 

L’Associazione Storica del Caiatino (the Historical Association of Caiazzo) has begun to concisely organize the history of the names of the alleys of the historic city center as a starting point. This work aims to intrigue and inform visitors who stop in our city every day to admire the alleys and squares named after “illustrious personalities, natives of Caiazzo, or people who have had important relationships with the city.”

 

For now, we have translated just part of the story into English.

Sui passi della storia: storie caiatine

Ti sei mai chiesto chi, prima di te, nel corso dei secoli, ha camminato sulle strade che percorri?

Lungo il centro storico di Caiazzo si affacciano vicoli, particolarmente belli, intitolati a personaggi illustri che sono nati nella nostra Città o hanno avuto con essa contatti importanti.

 

 

Visita anche il sito del Comune di Caiazzo

In the footsteps of history: Stories of Caiazzo.

Have you ever wondered who, before you, over the centuries, has walked the roads you travel on?

Particularly the beautiful alleys that overlook the historic center of Caiazzo, which are named after famous people who were born in our city or had important contacts with it.

Visit also the website of the Municipality of Caiazzo.

Il nostro viaggio nella storia inizia un po’ prima del centro storico.

GIAMBATTISTA CATTABENI

Il maggiore Cattabeni è stato il protagonista delle eroiche giornate del 19 e 21 settembre 1860. Egli, alla testa dei Cacciatori Bolognesi, corpo di volontari al seguito di Garibaldi, in prevalenza originari dell’Emilia, entrò in Caiazzo all’alba del 19 settembre senza incontrare resistenza poiché i regi l’avevano abbandonata il giorno prima. Il tenente colonnello La Rosa, alla notizia dell’occupazione di Caiazzo da parte dei garibaldini, tentò di rioccupare la città senza peraltro riuscirvi, nonostante le forze preponderanti di cui disponeva. Il giorno 21 il comandante in capo dell’esercito borbonico, Giosuè Ritucci, alla testa di seimila soldati con cannoni e cavalleria, mosse alla riconquista di Caiazzo. I Cacciatori Bolognesi con i rinforzi arrivati nella giornata del 20, per un totale di circa mille soldati, pur combattendo eroicamente, nulla poterono contro un esercito così agguerrito. Il Cattabeni rimase ferito sulle barricate erette a Porta Vetere; soccorso dal cugino Attilio riparò nell’Episcopio, dove il vescovo Luigi Riccio aveva fatto approntare un’infermeria. Condotto successivamente nell’ospedale di Capua, ricevette la visita di Francesco II che volle stringergli la mano, dopo aver espresso parole di conforto e di ammirazione per l’eroismo dimostrato.

AULO ATTILIO CAIATINO

Aulo Attilio Caiatino, prestigioso personaggio della Roma repubblicana, nominato cinque volte nei fasti capitolini e una in quelli trionfali, con la versione Caiatinus, ricoprì importanti cariche che gli fecero percorrere il cursus honorum completo: fu Pretore, Censore, due volte Console e Dittatore. Personaggio dalle indiscusse capacità politiche e militari, fu dal 257 al 240 a.C. protagonista delle vicende relative alla prima guerra punica (264-241 a.C.). Sulle origini caiatine dell’illustre personaggio vi sono tesi contrastanti. A noi non resta che continuare a sostenere la tradizione che lo vuole figlio della nostra terra. A lui il sindaco Loreto Severino, nella sua mirabile rivoluzione toponomastica, dedicò la strada principale. Il preside Domenico Mezzacapo non fu da meno, intitolandogli la Scuola Media con una cerimonia che si tenne il 12 dicembre 1957.

 

Aulo Attilio Caiatino, a prestigious character of Republican Rome, nominated five times in the fasti capitolini (Capitoline glories) and once in the triumphal ones, with the alias of Caiatinus, held important offices that made him complete the cursus honorum: he was Praetor, Censor, twice Consul and Dictator. A character of undisputed political and military abilities, from 257 to 240 BC was the protagonist of the events relating to the first Punic war (264-241 BC). There are conflicting theses on the origins of the illustrious character from Caiazzo. All we have to do is continue to support the tradition that wants him to be a son of our land. The mayor Loreto Severino, in his admirable toponymic revolution, dedicated the main street to him. The principal, Domenico Mezzacapo, named the Middle School after him with a ceremony held on December 12, 1957.

DOMENICO MESSERI (1744-1802)

Domenico Messeri, stimatissimo medico, trascorse molti anni a Napoli come docente nella cattedra di Medicina Pratica presso la Regia Università. Per problemi di salute fece rientro a Caiazzo (dove era nato il 9 dicembre 1744) ma continuò a tenere contatti scientifici con illustri colleghi napoletani, primo fra tutti, il celebre Domenico Cotugno. A Caiazzo assunse importanti ruoli, in particolare quello di direttore del Monte de’ Mirto. Lasciò numerosi scritti di medicina ed eccellenti raccolte di poesie. A lui si deve la canzone popolare che ancora oggi si canta nella sera di San Silvestro.

Domenico Messeri, a highly esteemed doctor, spent many years in Naples as a professor of Practical Medicine at the Royal University. Due to health problems, he returned to Caiazzo (where he was born on December 9, 1744) but continued to maintain scientific contacts with illustrious Neapolitan colleagues, including the famous Domenico Cotugno. In Caiazzo, he assumed important roles, in particular that of Director of Monte de' Mirto. He left numerous medical writings and an exceptional collection of poetry.

FRANCESCO MANSELLI (? – 1591)

Francesco Manselli fu un giureconsulto di fama. Tenne la carica di Regio Assessore in vari luoghi del Regno. Col grado di consigliere, nel 1572, partecipò alla presa di Tunisi sotto l’alto comando di don Giovanni d’Austria. Scrisse vari trattati giuridici, tra i quali quello in latino sulle differenze tra il diritto dei Longobardi e il diritto civile. Morì a Caiazzo l’11 agosto 1591.

FABIO MIRTO FRANGIPANE (1514-1587)

Fabio Mirto Frangipane nato probabilmente a Napoli, da Pietro e da Isabella Mansenis y Gord, nobildonna spagnola, fu uno dei quattro personaggi più importanti della famiglia Mirto di Caiazzo.

Il 30 luglio 1537 fu nominato vescovo dal Pontefice Paolo III, subentrando allo zio Alessandro Mirto dimessosi in suo favore. Il suo straordinario talento e la sua abilità diplomatica lo portarono ad assumere alti incarichi ecclesiastici: il 23 febbraio 1546 fu eletto Vicario Generale di Napoli dal card. Raniero Farnese; successivamente gli fu affidato dal Papa Paolo IV l’incarico del governo della città di Perugia. Partecipò al concilio di Trento, in virtù della sua amicizia con il card. Carlo Borromeo, svolgendo anche la mansione di segretario in una delle sessioni. Al ritorno dal Concilio, nel 1564, applicando la disposizione più importante della Controriforma, istituì in Caiazzo il seminario, uno dei primi in tutto il panorama cattolico. Il Papa Pio V lo inviò in Francia come Nunzio Apostolico. Fu, inoltre, Governatore Pontificio a Bologna, nell’Umbria e nella Marca d’Ancona. Il 5 novembre 1572 fu promosso da Papa Gregorio XIII Arcivescovo di Nazareth.

His extraordinary talent and his diplomatic ability led him to assume high ecclesiastical positions: on February 23, 1546, he was elected Vicar General of Naples by Cardinal Raniero Farnese; later he was entrusted by Pope Paul IV with the task of governing the city of Perugia. He participated in the Council of Trento, by virtue of his friendship with the Cardinal Carlo Borromeo, also performing the duties of secretary in one of the sessions. In 1564, upon his return from the Council, he was responsible for one of the most important acts of the Counter-Reformation when he established the seminary in Caiazzo—one of the first in the entire Catholic panorama. On November 5, 1572, he was promoted by Pope Gregory XIII Archbishop of Nazareth.

RAFFAELE MIRTO (? –1787)

Raffaele Mirto è stato uno dei più generosi benefattori della storia di Caiazzo: grazie alla sua generosità gli abitanti di Caiazzo e dei casali ebbero gratuitamente accesso all’istruzione.

Dispose, infatti, nel suo testamento del 23 aprile 1787, la somma di 9.000 ducati affinché la zia, Anna Mirto, designata esecutrice testamentaria, fondasse un “Monte della famiglia de’ Mirti” finalizzato alla istituzione e mantenimento delle scuole pubbliche gratuite. Grazie a questa istituzione furono aperte a Caiazzo cinque scuole per l’insegnamento della lettura, della scrittura, della grammatica, dell’eloquenza e retorica, della filosofia.

Raffaele Mirto was one of the most generous benefactors in the history of Caiazzo. Thanks to his generosity, the citizens of Caiazzo and of the casali had free access to education. In his will dated April 23, 1787, he ordered the sum of 9,000 ducats so that his aunt, Anna Mirto, designated executor of the will, would create a “Mount of the de' Mirti family” aimed at establishing and maintaining free public schools. Thanks to this institution, five schools were opened in Caiazzo for teaching: reading, writing, grammar, eloquence and rhetoric, and philosophy.

DECIO COLETTI (1753 – 1827)

Decio Coletti nacque a Cisterna di Castel di Sasso il 21 settembre 1753 da Matteo e Angela Perretta. Il percorso scolastico di Decio Coletti ebbe inizio con la frequenza nel seminario di Caiazzo dove apprese “le lingue dotte e le lettere”, passò poi a quello di Capua fino a conseguire la laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Napoli.

Lo troviamo a Parigi prima della Rivoluzione e poi a Marsiglia, nel 1799, tra gli esuli napoletani dopo la caduta della Repubblica Napoletana durante la quale aveva svolto incarichi politico-amministrativi nel distretto di Capua.

Rientrato a Napoli al tempo di Giuseppe Bonaparte, fu nominato giudice di Altamura e iniziò la sua carriera di magistrato.

Il suo passato politico e la fama di uomo integro e intransigente gli valsero, alle elezioni del primo Parlamento Nazionale in Terra di Lavoro del 1820, l’elezione alla carica di deputato – unico eletto all’unanimità – nonostante il suo nome non figurasse nell’elenco ufficiale degli elettori-eleggibili.

(cfr N.Santacroce, Le elezioni del Parlamento Nazionale del 1820 in Terra di Lavoro e Decio Coletti, ASC, 2019, pag 11-12-51-52)

GIUSEPPE FARAONE (1844-1918)

Giuseppe Faraone fu appassionato e valente cultore di storia locale. Pur avendo compiuto studi giuridici ed esser divenuto avvocato non esercitò mai la professione tranne che per i casi di persone bisognose. La sua grande passione per le patrie memorie lo portò a raccogliere numerosissimi manoscritti di storici locali da cui trasse la convinzione dei natali caiatini di Pier della Vigna che lo portò alla disputa con il canonico capuano Gabriele Iannelli. Pubblicò I primi 24 anni della Banca Mutua Popolare, nella ricorrenza dei 25 anni dalla fondazione dell’Istituto di credito. Nel 1898 pubblicò l’opuscolo Notizie Storiche e biografiche della città e diocesi di Caiazzo per i ragazzi delle scuole dove si legge “Questo libretto, fatto per le scuole primarie della città e diocesi di Caiazzo, è scritto con la massima brevità e chiarezza. Per non accrescere di soverchio il numero delle pagine, mi sono limitato alle notizie più interessanti, ricavate da storici, da libri parrocchiali e da scritture autentiche, senza citare continuamente le fonti, alle quali ho attinto.[…] Il fine che mi ha guidato, nel comporre il tenue lavoro, è stato quello di porgere ai giovanetti, brevi e precise cognizioni circa l’origine, i principali fatti e i monumenti del proprio paese; e di spingerli ad una santa emulazione con la serie di tanti uomini illustri”.

È dal lavoro del Faraone che prendono spunto i volumetti dei professori Sgueglia e Russo e questa iniziativa dell’Associazione Storica del Caiatino.

A Giuseppe Faraone è intitolata la Biblioteca Civica di Palazzo Mazziotti (apertura: lunedì-martedì-mercoledì-venerdì mattina dalle 9:30 alle 12:30. Il lunedì e il mercoledì anche di pomeriggio dalle 15 alle 17:30).

Giuseppe Faraone was a passionate and talented lover of local history. Despite having completed legal studies and having become a lawyer, he never practiced the profession except for the cases of disadvantaged people. The great passion for his homeland memories led him to collect numerous manuscripts of local historians from which he drew the conclusion that Caiazzo was the birthplace of Pier della Vigna, which led Giuseppe to the dispute with the Canon of Capua, Gabriele Iannelli. The Civic Library of Palazzo Mazziotti is named after Giuseppe Faraone (Open: Monday-Tuesday-Wednesday-Friday from 9:30am to 12:30pm and Monday and Wednesday from 15pm to 17:30pm).

SAN FRANCESCO (1182 – 1226)

Il vicolo intitolato al Santo d’Assisi si trova vicino all’omonima chiesa, menzionata in una pergamena del 1212.

Il complesso conventuale, attiguo alla chiesa, sede del Comune, è stato recentemente restaurato, con “un consolidamento strutturale condizionato e un restauro per sottrazione che hanno permesso di mettere in evidenza la matrice francescana” (cit. arch. A. Gioia).

In vicolo San Francesco num. 3 nacque, il 3 maggio del 1926, Rita Calvosa, partigiana combattente, impegnata nella lotta per la liberazione dal nazifascismo che nell’autunno del 1943 prestò la sua opera sui monti del Tifata. È deceduta a Santa Maria C.V. il 5 gennaio 2016.

SAINT FRANCIS (1182 - 1226)

The alley named after the Saint of Assisi is located near the church of the same name, mentioned in a parchment dated 1212. Rita Calvosa was born on May 3, 1926 in the alley San Francesco nr. 3. She was a partisan fighter, engaged in the struggle for liberation from Nazi-fascism who in the autumn of 1943 aided the resistance on the Tifata mountains. She died in Santa Maria Capua Vetere on January 5, 2016.

 

 

 

 

PIAZZETTA MARTIRI CAIATINI

Piazzetta antistante la chiesa di San Francesco e la Casa Comunale, ricorda le vittime civili caiatine della guerra nazifascista.

 

MARTIRI CAIATINI SQUARE

The small square in front of the church of San Francesco and the Town Hall commemorates the civilian victims of the Nazi-Fascist war in Caiazzo.

STEFANO SPARANI (1485-1550)

Questo raffinato pittore caiatino, formatosi alla scuola di Raffaello, ha lasciato opere di grande rilevanza artistica, tra le quali ricordiamo il polittico, olio su tavola, Madonna delle Grazie e i Santi Sebastiano e Domenico, esposto nella sala n. 69 del Museo di Capodimonte. Altri suoi quadri si trovano nella chiesa di San Lorenzo in Napoli.

SAN GIOVANNI BATTISTA

Il Vicolo San Giovanni Battista un tempo si chiamava San Giovanni dello furno o San Giovanni de’ Cavalieri. Recenti ricerche d’archivio potrebbero spiegare il perché di questo nome essendo stato individuato un locale, in prossimità della nota pizzeria “Pepe in grani”, che potrebbe essere stato la cappella di San Giovanni dello furno di collazione dei Cavalieri Gerosolimitani, presenti, nei secoli passati, a Caiazzo anche con un ospedale e varie proprietà fondiarie.

(cfr N.Santacroce, La Cappella di San Giovanni dello furno. La presenza dell’Ordine Giovannita in Caiazzo, ASC, 2022 )

ST. JOHN BAPTIST

Alley San Giovanni Battista was once called San Giovanni dello furno or San Giovanni de' Cavalieri. Recent archival research could explain the reason for this name having identified a room, near the well-known pizzeria "Pepe in grani," which could have been the chapel of San Giovanni dello furno of collation of the Knights of Jerusalem. Over the past centuries, they were in Caiazzo also with a hospital and various land properties.

(see N. Santacroce, La Cappella di San Giovanni dello furno. La presenza dell’Ordine Giovannita in Caiazzo, ASC, 2022)

 

 

VICOLO FONTANELLE

Percorrendo questo vicolo si raggiunge Palazzo Prisco che ingloba i resti di un edificio di epoca romana, databile al II d.C. I resti di epoca romana, realizzati con molta cura in opus latericium, fanno propendere per una funzione termale dell’edificio.

Sul bel portale di pietra calcarea, che reca anche un’iscrizione invocante la protezione divina, campeggia lo stemma della famiglia Prisco.

LUIGI RICCIO (1817-1873)

Luigi Riccio, dopo la nomina a vescovo di Monopoli, fu trasferito il 23 marzo 1860 nella sede di Caiazzo. Durante la battaglia di Caiazzo del 19 e 21 settembre 1860, il prelato accolse amorevolmente il Cattabeni ferito e gli salvò la vita, proteggendolo dall’aggressione di un inferocito soldato borbonico che con altri dava la caccia ai garibaldini in fuga.

È ricordato per aver espresso uno dei due voti contrari al dogma dell’infallibilità papale nel corso del Concilio Vaticano I, indetto da Papa Pio IX e inaugurato l’8 dicembre 1869, salvo poi a sottomettersi e a chiedere perdono.

FAMIGLIA EGIZI

Il vicolo, intitolato alla prestigiosa famiglia caiatina, fiancheggia il palazzo Egizi, del quale, se non è possibile determinare l’esatta data di nascita, è lecito ipotizzare l’esistenza fin dall’ XI secolo, allorquando un esponente della famiglia ritornò vittorioso dalla prima Crociata, alla quale aveva partecipato con altri cavalieri al seguito del primo conte normanno di Caiazzo, Rainulfo Quarrel Drengot, riportando, poi, a Caiazzo una insegna tolta ad un famoso egizio ucciso e della quale appunto cominciò a fregiarsi, assumendo tale cognome e adottando lo stemma, con la testa di moro in campo d’oro e nel cimiero un braccio alzato con le dita in segno di fede. Alcuni storici affermano che il palazzo fu sede della Corte dei Conti istituita da Federico II. Fu poi sede dei Decurioni e poi del Municipio. Parte integrante del palazzo è la cappella Egizi, ora di S. Agnese. Di essa si fa menzione in una pergamena del 1229.

EGIZI FAMILY

The Egizi palace, of which, it is not possible to determine the exact date of birth. However, it is legitimate to hypothesize the existence since the 11th century when a member of the family returned victorious from the first Crusade, in which he had participated with other knights in the retinue of the first Norman Count of Caiazzo, Rainulfo Quarrel Drengot. He brought back to Caiazzo a sign taken from a famous Egyptian killed and of which he began to adorn himself, assuming this surname and adopting the coat of arms, with a Moor's head in a gold field and in the crest an arm raised with the fingers as a sign of faith.

SANTO STEFANO MINICILLO

Il 28 maggio 2012 in occasione del cinquecentenario del ritrovamento della sua tomba e a circa mille anni dalla sua morte è stata intitolata a Stefano Minicillo la piazza del centro, l’antico foro di Marco Gavio, denominata un tempo piazza Maggiore e successivamente Giuseppe Verdi.

Stefano Menecillo o Minicillo nacque nel 935 in un villaggio che poi prese il nome di Macerata Campania. Nel 942 iniziò la sua vita religiosa entrando nella Badia di San Salvatore a Corte di Capua fino alla consacrazione sacerdotale. Rimasta vacante la sede vescovile di Caiazzo per la morte del vescovo Orso, ne prese il posto dopo la consacrazione, celebrata dall’arcivescovo di Capua Gerberto il 1° novembre 979. Dopo 44 anni di luminoso episcopato, il più lungo della chiesa caiatina, all’età di 88 anni, si spense il 29 ottobre del 1023.

Nei pressi del largo pozzo (sotto il quale si trova una cisterna romana) è ancora possibile ammirare la “Ruota degli Esposti” dell’annesso ospedale “Ave gratia plena”.

C’è inoltre una stele commemorativa, posta nel luogo dove ne sorgeva la casa natale, dell’impresario teatrale don Peppe Jovinelli, nato a Caiazzo il 22 marzo 1866. Nel teatro Jovinelli da lui fondato a Roma debuttarono numerosi artisti, tra cui Totò, Viviani, Petrolini. Morì a Roma il 20 dicembre 1924.

SAINT STEFANO MINICILLO (925-1023)

Stefano Menecillo (or Minicillo) was born in 935 in a village that later took the name of Macerata Campania. In 942, he began his religious life entering the Abbey of San Salvatore in Corte in Capua until his priestly consecration. The bishopric of Caiazzo remained vacant due to the death of bishop Orso and after the consecration, Menecillo took his place celebrated by the archbishop of Capua Gerberto on November 1, 979. After 44 years of luminous episcopate, the longest of the Caiazzo's church, at the age of 88, he died on October 29, 1023. Near the large well (under which there is a Roman cistern) it is still possible to admire the "Ruota degli Esposti” (Baby hatch) of the adjoining "Ave gratia plena" hospital.

PIER DELLA VIGNA O DELLE VIGNE (1190-1249)

In numerosi documenti dell’archivio capitolare della Cattedrale, Pier della Vigna è ricordato con i titoli di giudice, maestro, protonotaro e logoteta del regno di Sicilia. Cancelliere dell’imperatore Federico II, del cui cuore “tenne ambo le chiavi”, come Dante gli fa dire nel XIII canto dell’Inferno, fu dotto giureconsulto, filosofo e uno dei primi poeti in lingua volgare della nostra letteratura quale prestigioso esponente della famosa Scuola Poetica Siciliana voluta dall’imperatore, anch’egli poeta e letterato. Sul finire del XIX sec., tra il caiatino Giuseppe Faraone e il capuano Gabriele Iannelli, storici, si accese un’appassionata disputa circa il suo luogo di nascita che entrambi rivendicavano alle rispettive città. Una cosa è certa: Pier della Vigna possedeva in Caiazzo dei terreni e un’abitazione contraddistinta da un portale in pietra calcarea con gli stemmi della sua casata, che si può ancora osservare nella via a lui intitolata.

PIER DELLA VIGNA OR DELLE VIGNE (1190-1249)

At the end of the 19th century, a passionate dispute arose between the historians Giuseppe Faraone from Caiazzo and Gabriele Iannelli from Capua about his birthplace, which they both claimed for their respective cities. One thing is certain: Pier della Vigna owned land in Caiazzo and a house distinguished by a limestone portal with the coats of arms of his family, which can still be seen in the street named after him.

VINCENZO CARULLO (1846-1897)

Vincenzo Carullo fu promotore di opere benefiche e fondatore, assieme a Pasquale Maturi, della Banca Mutua Popolare.

CACCIATORI BOLOGNESI

Corpo di volontari, originari dell’Emilia, della Romagna, del Veneto e delle Marche che, al seguito di Giuseppe Garibaldi nella spedizione dei mille, si distinse eroicamente nella Battaglia di Caiazzo (19 – 21 settembre 1860)

OTTAVIANO MELCHIORI (1580-1659)

Ottaviano Melchiori, nato a Caiazzo intorno al 1850, fu prima parroco della Cattedrale e poi arciprete a Formicola. Nel 1619 pubblicò Descrittione dell’antichissima città di Caiazzo, in cui parla delle origini della città, dei signori che l’hanno governata, degli uomini che l’hanno resa illustre. Pubblicò, inoltre, una descrizione dell’antica Trebula e della Baronia di Formicola e fu il primo a compilare la Serie dei Vescovi di Caiazzo, di cui si servì l’Ughelli nella sua Italia Sacra.

NICOLA DE SIMONE (1690-1760)

Nicola de Simone fu un dotto giureconsulto. Nel 1740 pubblicò il volume De Statutis Municipalibus Caiatiae, in cui commenta in maniera puntuale gli 83 capitoli degli Statuti Municipali di Caiazzo del XV secolo. L’Università di Caiazzo, nel 1741, gli affidò l’incarico per la formazione del Catasto onciario.

GIULIO CESARE D’ETTORRE

Nobile caiatino e chierico, nato verso la fine del XVI secolo, morto il 30 agosto 1642, istituì, nel 1614 nella città di Caiazzo un Conservatorio per l’educazione delle giovinette nobili della città. Donò al Conservatorio la maggior parte dei suoi beni.

CARLO MAROCCO (1678-1724)

Carlo Marocco, notaio, fu un accanito studioso delle memorie patrie. Segretario dell’ “Accademia de’ Ventilati” fondata in Caiazzo il 14 giugno del 1696 e principe di quella de’ Ritirati. Scrisse in latino una serie cronologica dei vescovi e dei signori di Caiazzo, oltre agli Annali della Città di Cajazza dal 1696 al 1707. Nella Biblioteca Nazionale di Napoli si trovano 24 sue lettere inviate a Matteo Egizio dal 1718 al 1724. Sempre in corrispondenza con i dotti del tempo, è ricordato sovente da vari scrittori, in particolare da Teodoro Momsen. Si spense in Caiazzo il 9 dicembre 1724 e fu sepolto nella Cattedrale. In una stanza di palazzo Marocco soggiornò, ospite della stessa famiglia gentilizia, Sant’Alfonso Maria de’ Liguori.

Carlo Marocco, notary, was a keen student of national memories. He was the Secretary of the "Accademia de' Ventilati," which was founded in Caiazzo on June 14, 1696, and prince of de' Ritirati. He wrote in Latin a chronological series of the bishops and lords of Caiazzo, as well as the Annals of the City of Cajazza from 1696 to 1707. In the National Library of Naples there are 24 of his letters sent to Matteo Egizio between 1718 to 1724. Always in correspondence with the learned of the time, he is often remembered by various writers, particularly by Teodoro Momsen. He died in Caiazzo on December 9, 1724, and was buried in the Cathedral. Saint Alfonso Maria de' Liguori stayed in a room of Palazzo Marocco as a guest of the same noble family.

BERNARDINO DI DARIO (1877-1949)

Bernardino Di Dario, penitenziere della Cattedrale e autore di saggi di critica storica, ha pubblicato le biografie di Santo Stefano, San Ferdinando e Fra Pacifico. Il lavoro che lo rende benemerito tra gli studiosi di storia locale rimane certamente Notizie storiche della città e diocesi di Caiazzo che costituisce il riferimento imprescindibile per tutti coloro che si occupano del nostro passato.

LAURA DE SIMONE

Nata a Caiazzo il 4 marzo 1721 da Nicolò e da Candida Forgione, fu una benefattrice della città. Non avendo avuto figli, fondò un orfanatrofio per fanciulle povere sotto il titolo di Santa Maria del Carmine e di San Vincenzo Ferreri. Ne ottenne il regio assenso il 26 marzo 1798.

VINCENZO SEVERINO (1859-1926)

Vincenzo Severino, formatosi presso l’Istituto delle Belle Arti di Napoli, ha lasciato un’ampia produzione: quadri murali e decorazioni di soffitti di chiese: duomi di Milazzo, Nocera, Nola, chiesa del Carmine a Gragnano e di Sant’Antonio ad Afragola, l’icona di Santa Filomena venerata a Mugnano del Cardinale; abbellì il teatro Cimarosa di Caserta e i teatri Umberto e la Fenice di Napoli. Diversi suoi affreschi decorano la sala consiliare del Municipio di Sant’Agata dei Goti. Nella nostra città ha lasciato le decorazioni della Cappella del SS. Sacramento nella Cattedrale e nei palazzi Savastano, Maturi, Spoleti, Faraone. Copiosa è stata la sua produzione come ritrattista.

FEDERICO II DI SVEVIA (1194-1250)

Il grande imperatore, nipote del Barbarossa e rampollo dei Normanni di Sicilia, ha lasciato tracce indelebili per l’incisività della sua attività politica e letteraria. Precursore dello Stato moderno con le sue Costitutiones Melphitanae, compilate nel 1231 da Pier della Vigna, ha assunto il merito, tra le altre cose, della fondazione dell’Università di Napoli e della Scuola Poetica Siciliana, culla della lingua italiana. I suoi rapporti con Caiazzo sono da porre nel 1229, allorquando di ritorno dalla Crociata in Terrasanta, risolta senza scontri militari, raro se non unico esempio di risoluzione di tensioni internazionali mediante i canali della diplomazia e l’utilizzazione di abilità di mediazione in un periodo turbolento, liberò la città dall’assedio dell’esercito pontificio, che al comando di Gualtiero di Brienne e del cardinale Giovanni Colonna, aveva invaso il Regno. In quella circostanza dimorò nel castello dove ancora oggi vi è la stanza detta dell’imperatore. Successivamente, nel 1248, Federico II, onorò la città istituendovi una delle tre Scholae Rationis (Corte dei Conti) del Regno, certamente in omaggio al suo logoteta Pier della Vigna.

 

FREDERICK II OF SVEVIA (1194-1250)
His relations with Caiazzo can be traced back to 1229 when he returned from the Crusade in the Holy Land. The Crusade was resolved without military clashes, a rare--if not the only--example of the resolution of international tensions through the channels of diplomacy and the use of mediation skills in a turbulent period. Frederick II freed the city of Caiazzo from the siege of the papal army, which had invaded the Kingdom under the command of Gualtiero di Brienne and Cardinal Giovanni Colonna. During that time, Frederick II lived in the castle where even today there is the so-called emperor’s room. In 1248, Frederick II honored the city of Caiazzo by establishing one of the three Scholae Rationis (Court of Auditors) of the Kingdom, believed to be in homage to his logothete (senior administrative official) Pier della Vigna.

NICOLA COVELLI (1790-1829)

Nicola Covelli all’età di 18 anni intraprese gli studi di medicina che lasciò subito per dedicarsi a quelli di botanica, chimica e mineralogia, sue autentiche passioni. Nel 1812 vinse una borsa di studio per le sue ricerche e fu inviato a Parigi, assieme ad altri meritevoli studenti napoletani, per seguire un corso di perfezionamento nelle scienze naturali. Al rientro in Italia tre anni dopo, gli venne assegnata la cattedra di chimica e botanica nella Scuola Reale Veterinaria, ma nel 1821 fu sollevato dall’incarico per le sue idee liberali. Lo scienziato caiatino continuò i suoi studi scientifici, sostenendosi economicamente con gli introiti che gli provenivano dall’apertura di una farmacia. Il professor Teodoro Monticelli, esperto e cultore di mineralogia vulcanica, lo nominò suo collaboratore ed il sodalizio si rivelò fecondo per le numerose pubblicazioni scientifiche tradotte, per la loro importanza, in francese e tedesco e divulgate in tutta Europa. Nicola Covelli, per la sua esattezza nella classificazione dei minerali rinvenuti sul Vesuvio, alcuni dei quali mai osservati prima, fu considerato uno dei più importanti vulcanologi del secolo XIX, tant’è che ad un minerale fu dato il nome di covellite o covellina. Nel 1829, riabilitato dai Borboni, fu nominato professore di chimica alla Scuola di applicazione delle acque e delle strade di tutto il Regno. Tenne solo poche lezioni perché ammalatosi di polmonite, morì poco dopo. Nell’anno scolastico 1974-75 il Liceo scientifico di Caiazzo, ottenuta l’autonomia, gli fu intitolato e nel 1992 l’Associazione Storica del Medio Volturno, presieduta dal prof. Dante Marrocco, già preside dello stesso Liceo, gli dedicò una targa scoperta nella sala consiliare del Municipio.

Professor Teodoro Monticelli, an expert and lover of volcanic mineralogy, appointed Nicola Covelli as his collaborator and the partnership proved to be fruitful for the numerous and important scientific publications translated into French and German and disseminated throughout Europe. Nicola Covelli, due to his accuracy in the classification of minerals found on Vesuvius, some of which have never been observed before, was considered one of the most important volcanologists of the 19th century, so much so that a mineral was given the name of covellite or covellina.

GIOVAN FRANCESCO SANSEVERINO

Giovan Francesco Sanseverino successe al padre Roberto nel feudo di Caiazzo e come lui fu tra i più stimati e valorosi uomini d’arme del suo tempo. Schierato dalla parte di Carlo VIII che si apprestava ad invadere il napoletano, fu privato da Alfonso II d’Aragona del feudo. Militò nell’esercito francese nel rango di capitano anche grazie all’amicizia di Cesare Borgia detto il Valentino. Il suo prestigio e la sua autorevole influenza risparmiarono alla città di Capua le conseguenze estreme delle distruzioni e dei saccheggi ordinati dal Borgia ai danni dei Capuani, allorquando la città nel 1501 fu assediata dall’esercito francese e costretta alla resa.

DOMENICO INSERO

Domenico Insero è ricordato come patriota. Capeggiò la rivolta scoppiata a Caiazzo all’arrivo dei francesi nel mese di giugno del 1799, durante la quale fu piantato l’albero della libertà. Il grande merito di Domenico Insero è stato quello di aver restituito ai caiatini la bocca del pozzo e il largo prospiciente l’Ospedaletto che facevano parte del cortile dell’Episcopio per indebita appropriazione da parte dei vescovi nei secoli precedenti.

Domenico Insero is remembered as a patriot. He led the revolt that broke out in Caiazzo when the French arrived in June 1799.

 

 

 

LUCREZIA D’ALAGNO (1429-1479)

Lucrezia d’Alagno nasce a Torre del Greco da una nobile famiglia del luogo, ma la sua vita si lega strettamente a quella del re di Napoli, Alfonso V d’Aragona detto il Magnanimo, passato poi alla storia dopo essere diventato “Re delle due Sicilie” come Alfonso I.

L’incontro del re con Lucrezia avviene il 23 giugno 1443 alla vigilia della festa di S. Giovanni Battista. All’epoca vigeva a Napoli l’usanza da parte delle giovani donzelle di offrire al proprio amato in pegno d’amore una piantina d’orzo o di grano, ricevendone in cambio offerte di denaro destinate alla festa. Lucrezia, che aveva diciotto anni, vedendo giungere il re che di anni ne aveva cinquantatré, gli offre l’omaggio: fu questo il classico colpo di fulmine che diede vita alla loro storia d’amore. Quando il 27 giugno del 1458 re Alfonso passa a miglior vita per Lucrezia le cose cominciano a mettersi male. Privata del feudo caiatino dal successore di Alfonso, Ferrante I, è costretta a fuggire prima in Dalmazia e poi a Roma. Qui trova protezione presso il cardinale Pietro Barbo, che la ospita in un suo palazzo nei pressi di piazza S. Marco, dove morì nel 1479.

ANTONIO FRANCESCO FERRARI

Antonio Francesco Ferrari, che visse nella prima metà del XVII sec., fu un valente giureconsulto. Dopo un certo tempo trascorso a Napoli si trasferì a Roma occupandosi di importanti compiti al servizio della principessa Anna Colonna. Ritiratosi a Caiazzo completò un trattato in latino sulle istituzioni di diritto civile, iniziato nel 1625 e terminato nel 1642 con l’approvazione del vescovo Sigismondo Taddei (1641-1647).

FONTANAROSA

Probabilmente così nominata da un’antica famiglia di Caiazzo della quale si hanno notizie nel XIII secolo: la sorella del vescovo Giacomo Almondo, Tommasia, sposò infatti il signor don Bartolomeo di Fontanarosa. In una pergamena del 20 aprile 1253, anno della morte del vescovo avvenuta il 5 maggio, è contenuto il testamento del vescovo Giacomo, che nomina suo erede il nipote Tommaso di Fontanarosa, figlio della sorella e del menzionato Bartolomeo.

NICOLA GIANNELLI (1753-1809)

Nicola Giannelli fu filosofo, matematico e soprattutto medico con incarico presso l’Ospedale degli Incurabili di Napoli. Successe a Francesco Serao, suo maestro, sulla cattedra di Medicina Pratica presso l’Università di Napoli. Pubblicò diversi trattati di medicina.

 

 

 

 

 

 

 

 



La città di Caiatia e i Feudi Minori del caiatino tra X e XIII secolo

 

Celebrazione Theodor Mommsen

Piani Urbanistici e Carta delle Potenzialità Archeologiche

La memoria tradita